Jul29
Subida por pasquale · Hace 40 días ·
Ogni anno, all’arrivo dell’estate, si ripresenta purtroppo la solita emergenza sporcizia sulle spiagge. A lanciare l’allarme sono, come sempre, le associazioni ambientaliste che ricevono sempre più spesso segnalazioni da parte dei bagnanti … ma da dove nasce il problema? Con l’entrata in vigore del piano delle coste, le competenze – dalla pulizia sino al monitoraggio delle concessioni – sono passate nelle mani dei Comuni che troppo spesso sono disattenti o, colpevolmente, fanno finta di non vedere. I Comuni impiegano sempre meno fondi per la pulizia delle spiagge. “Questo però non deve essere un alibi per le amministrazioni locali” attacca Pasquale Salvemini del Wwf. ”Le spiagge libere sono sporchissime” dicono turisti e residenti.
Si moltiplicano le situazioni di degrado e di discariche a cielo aperto che molto spesso rendono completamente inaccessibile l’accesso al mare, spiagge dove vengono costruiti centinaia di lidi e spazi per praticare sport e animazione, circondati da resti edili, relitti arrugginiti di elettrodomestici e persino oggetti molto pericolosi come le batterie di auto abbandonate, senza che nessuna faccia nulla”. Per non parlare delle fogne a cielo aperto e dei depuratori mal funzionanti che esasperano i residenti e fanno fuggire i turisti”.
Diamo un’attenta occhiata allo Stivale – comprese le aree protette – con gran parte delle spiagge colme di rifiuti solidi (in prevalenza plastica). Il Mezzogiorno si comporta come una repubblica autonoma: la Puglia non depura le acque; la Campania ha una concentrazione di discariche marine (e non solo) da brivido; la Calabria effettua i controlli a spizzichi e bocconi; l’Abruzzo fa finta di niente, eppure il 60 per cento dei 132,3 chilometri litoranei affondano nella melma tossica. Ma c’è chi sta peggio nonostante le correnti subacquee: la Sicilia. E’ il caso più clamoroso di difformità tra i risultati delle scarse verifiche e la loro traduzione in divieti di balneazione. La Sardegna detiene il record di costa non controllata: 505 chilometri;
Se ognuno di noi, nel nostro piccolo, contribuissimo con un minimo di attenzione ed impegno, forse ad una svolta si arriverebbe. Non servono solo le Istituzioni, serve una vera e propria coscienza civile e un po’ di amore per l’Ambiente che ci circonda.
Isabel Mª. Peñarrubia Molina
Hace 2 días
El estado de los Urrutias es consecuencia, [...]
Mauro
Hace 3 días
ottima iniziativa! anche quella segnalata da Lorenzo!
Lorenzo
Hace 4 días
Ognuno di noi può pulire il mondo, [...]
Ilario Fantinelli
Hace 5 días
L'ignoranza delle persone riduce cosi le spiagge.. [...]
Ilario Fantinelli
Hace 5 días
Onore ai campioni!